Arrivati a Bethel dopo che con un breve percorso in lancia ci si lascia alle spalle la sponda messicana (Frontera Corozal) si transita gioco forza da un improbabile varco di frontiera per le formalità di rito ed ecco che ci si trova a pieno diritto in Guatemala.
Dopo qualche ora di strada - lenta e tutt'altro che in buono stato - si giunge a Pedregal e poi a Flores, sul lago Peten. E' da Flores che si fa base per Tikal (il sito archeologico, apre il mattino alle 5, merita un'intera giornata). E' anche possibile alloggiare presso una delle strutture all'interno del parco archeologico (a Tikal) ma è comunque da Flores che si riparte in volo per Città del Guatemala da dove una volta atterrati ci si muove immediatamente per Panajachel; un punto privilegiato per far proprie le ampie vedute sul lago Atitlan coi vulcani che si si riflettono.
Il lago, le sue atmosfere terse e i paesini sulle sponde meritano la tranquillità di un'intera giornata. L'offerta turistica è la più ampia e diversificata ma la classica gita parte da Panajachel e tocca San Pedro, Santiago e San Antonio (così fa tutti) lasciando ad ogni sosta il tempo necessario per scendere a terra a curiosare quel tanto che basta. L'indomani si riparte di buon mattino in direzione di Chichicastenango, per il famoso mercato (si tiene la domenica e il giovedì): lo spettacolo che va in scena è quello della varia umanità di queste genti. Colori, odori e miserie. Il mercato fa da sfondo, quasi fosse un pretesto. Si prosegue per l' Antigua capitale, cristallizata all'epoca del terremoto. Se non fosse un'espressione eccessivamente cinica si potrebbe dire che ...non tutti i mali vengono a nuocere. Due notti in questo luogo da favola e poi - all'alba del terzo giorno - in volo sin su a Cancun. Si ritorna in Messico, più esattamente nella penisola dello Yucatan.
Link utili:
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Arrivati a Bethel dopo che con un breve percorso in lancia ci si lascia alle spalle la sponda messicana (Frontera Corozal) si transita gioco forza da un improbabile varco di frontiera per le formalità di rito ed ecco che ci si trova a pieno diritto in Guatemala.
Dopo qualche ora di strada - lenta e tutt'altro che in buono stato - si giunge a Pedregal e poi a Flores, sul lago Peten. E' da Flores che si fa base per Tikal (il sito archeologico, apre il mattino alle 5, merita un'intera giornata). E' anche possibile alloggiare presso una delle strutture all'interno del parco archeologico (a Tikal) ma è comunque da Flores che si riparte in volo per Città del Guatemala da dove una volta atterrati ci si muove immediatamente per Panajachel; un punto privilegiato per far proprie le ampie vedute sul lago Atitlan coi vulcani che si si riflettono.
Il lago, le sue atmosfere terse e i paesini sulle sponde meritano la tranquillità di un'intera giornata. L'offerta turistica è la più ampia e diversificata ma la classica gita parte da Panajachel e tocca San Pedro, Santiago e San Antonio (così fa tutti) lasciando ad ogni sosta il tempo necessario per scendere a terra a curiosare quel tanto che basta. L'indomani si riparte di buon mattino in direzione di Chichicastenango, per il famoso mercato (si tiene la domenica e il giovedì): lo spettacolo che va in scena è quello della varia umanità di queste genti. Colori, odori e miserie. Il mercato fa da sfondo, quasi fosse un pretesto. Si prosegue per l' Antigua capitale, cristallizata all'epoca del terremoto. Se non fosse un'espressione eccessivamente cinica si potrebbe dire che ...non tutti i mali vengono a nuocere. Due notti in questo luogo da favola e poi - all'alba del terzo giorno - in volo sin su a Cancun. Si ritorna in Messico, più esattamente nella penisola dello Yucatan.
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